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Informazioni turistiche
città di Bologna
PALAZZO POGGI
La struttura del Palazzo che ospita il Museo risale agli interventi
cinquecenteschi di trasformazione e di ampliamento della casa acquistata
alla fine del XV secolo dalla famiglia Poggi. Il progetto degli interventi
cinquecenteschi, da alcuni studiosi attribuito a Pellegrino Tibaldi, da
altri a Bartolomeo Triachini, da altri ancora a Gaetano Alessi, proponeva
una struttura su due piani, caratterizzata da un'imponente facciata sulla
via San Donato (oggi Zamboni), un atrio a una loggia porticata tangente la
corte a pianta quadrata, lo scalone d'accesso al piano nobile.
All'inizio del Settecento, quando Luigi Ferdinando Marsili individuò
Palazzo Poggi quale "contenitore" per l'attività sperimentale
dell'Istituto, non poteva prevedere che l'antico Studio, che allora gli
appariva impermeabile a qualunque novità, in meno di un secolo avrebbe
aderito all'esperienza della nuova istituzione al punto da trasferirsi in
essa. Né, quando valutava i requisiti di un edificio che potesse ospitare
laboratori, musei, accademie, e sopportare il carico della torre per
l'osservatorio astronomico, dimostrò un interesse particolare per la
vicenda pregressa di quel palazzo.
PORTICO DI S. LUCA
L 'origine dei santuario sul monte della Guardia è legata ad un eremitorio
femminile che esisteva, sulla cima del colle fino dal 1192. La prima
pietra della chiesa fu posta il 25 maggio 1194 l'immagine che vi veniva
venerata è la stessa tuttora custodita nel santuario e nota col nome di
Madonna di San Luca.
La venerazione per questa immagine divenne un fatto collettivo e di
importanza cittadina a partire dal 1433, quando l'immagine per la prima
volta fu portata in città per impetrare la cessazione di un lungoperiodo
dì maltempo.
Nacque così l'usanza, praticata ininterrottamente fino ad oggi,
dell'annuale discesa della Madonna a Bologna un avvenimento che ha sempre
costituito uno dei momenti più significativi nella vita religiosa e
sociale della comunità cittadina.
Il santuario attuale fu costruito dal 1723 al 1774 su progetto di Carlo
Francesco Dotti. La prima idea di costruire un porticato che collegasse la
città alla cima del colle, permettendo un facile e comodo accesso al
santuario in ogni stagione, fu avanzata nel 1655. Ma solo vent'anni più
tardi l'impresa poté iniziare, ad opera precipua di D. Lodovico Generoli
che riuscì a raccogliere un folto gruppo di cittadini disposti a
cominciare i lavori con denaro raccolti mediante pubbliche sottoscrizioni.
Il 28 giugno 1674 fu posta la prima pietra del porticato e nel breve giro
di due anni furono compiuti i trecento archi del tratto di pianura.
Il tratto in salita fu iniziato nel 1706 e nel 1715 raggiunse la vetta del
colle; la congiunzione fra i due tratti, mediante lo scenografico "arco
del Meloncello" (anche questo opera del Dotti) fu realizzata fra il 1721 e
il 1732.
Era così compiuta la grande impresa che aveva visto la partecipazione
corale della cittadinanza, poiché tutti i bolognesi, nobili e popolani,
ecclesiastici e laici, in proprio o come membri di associazioni e
corporazioni, avevano contribuito alle spese per la costruzione del
portico,ponendo nei suoi 666 archi i loro nomi e i loro stemmi.
Il santuario e il portico divennero ben presto una inconfondibile
caratteristica del panorama cittadino; visibili a grande distanza anche da
buona parte del territorio bolognese, accentuarono il valore simbolico che
il culto della Madonna di San Luca rivestiva da secoli nella vita
religiosa e civile della città. Grazie al portico il colle di San Luca
divenne la meta classica delle scampagnate dei bolognesi, specie per
quella tradizionale del lunedì di Pasqua; e fu ancora il portico di San
Luca a suggerire nell'Ottocento la diramazione del nuovo portico della
Certosa, e a condizionare, nel nostro secolo, gli sviluppi
dell'urbanizzazione della zona esterna a Porta Saragozza. Il portico di
San Luca costituisce ancor oggi un eccezionale capitolo di architettura e
di urbanistica e un autentico valore, religioso e civico, per la cui
conservazione tutta la cittadinanza può e deve sentirsi coinvolta.
BIBLIOTECA SALA BORSA
Le visite guidate agli scavi archeologici di Sala Borsa consentono di
seguire un itinerario nel cuore e nel centro della città attraverso secoli
di storia.
Percorrendo il sentiero sotterraneo che si snoda sotto il grande pavimento
di cristallo della Piazza coperta, si può riscoprire la Bononia romana, la
fondazione muraria dell'antica basilica, le tracce del basolato di età
augustea, i resti della ricostruzione medievale, fino alla vasca
cruciforme nell'antico Orto dei Semplici, dedicata alla coltura delle
piante acquatiche.
Per prenotare questo viaggio inedito nel passato della città, telefonare
alla segreteria dell'Associazione Amici delle vie d'Acqua e dei
Sotterranei di Bologna.
Le visite, organizzate in collaborazione con Bologna Turismo, saranno
effettuate nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle
11,30; giovedì dalle 15,30 alle 17,30; sabato dalle 9,30 alle 12,30.
IL PALAZZO DELL’ARCHIGINNASIO
Il palazzo dell'Archiginnasio è fra i monumenti più significativi di
Bologna sia per le sue caratteristiche architettoniche e artistiche, sia
perché da sempre simbolo della cultura della città, essendo stato sede dal
1563 al 1803 dell'antica Università e dal 1838 della Biblioteca Civica.
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