I nostri consigli per
mangiare bene nei ristoranti a Sondrio e Provincie.
La cucina valtellinese è
stata cantata da illustri personaggi quali Virgilio e Plinio, fino a
Leonardo e a Carducci. I piatti proposti dai ristoranti di Sondrio e dai
crotti, locali ricavati nelle grotte, sono semplici, a base di selvaggina,
carni dei cospicui allevamenti locali, ortaggi e formaggi; spesso sono
insaporiti da piante aromatiche (alloro, ginepro e rosmarino) e conditi
con burro.
Il filo conduttore è la polenta di mais, che accompagna tali piatti in
mille combinazioni diverse, tra le quali la polenta taragna, abbondante di
burro e formaggio.
Il formaggio è protagonista di altre specialità, come i pizzoccheri,
tagliatelle di farina di segale, cotte con verze e patate e condite con
burro fuso e formaggio bitto, e gli sciatt, frittelle ripiene di
formaggio. Prodotti caseari DOP sono il Valtellina Casera, il Bitto, lo
Scimudin, mentre la notissima bresaola è stata insignita della
denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta). L’alimentazione
montanara contempla molti salumi; qui abbiamo il cotechino bianco, i
prosciuttini, il salame di rape di Livigno, la slinzega e il violino di
Chiavenna, un prosciutto di capra a forma, appunto, di violino. I prodotti
del bosco come funghi e castagne danno poi sapore e profumo ai piatti
dell’autunno, come gli gnocchi alle castagne.
Evocando piatti fumanti si materializza l’aroma di un buon bicchiere
rosso, ovviamente valtellinese, un vino prodotto grazie alla tenacia dei
coltivatori del passato, che diedero il via a imponenti opere di
terrazzamento della valle e piantarono vigne. Oggi possiamo così gustare,
sulle tavole dei ristoranti, un Inferno, un Grumello, un Valgella o un
Sassella, i vini che fan parte della DOCG Valtellina Superiore.
Dolce tipico è la bisciola, un panettone rustico con noci, fichi e uvette;
anche una semplice, profumata mela della Valtellina puo’ chiudere
degnamente un pranzo al ristorante, meglio se con un bicchiere di sfurzat,
il prezioso passito della Valtellina.
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